Tutti in Aula!

In queste giornate calde ed afose mi divido tra la chiusura ( o comunque una prima conclusione) dei progetti in corso e la pianificazione di tutto ciò che di nuovo accadrà o vorrei che accadesse da Settembre. La mia vision è assolutamente ben chiara e stampata nella mente.

Credo sia proprio la forma mentis del libero professionista ( o del coach!) che si abitua sempre a guardare al futuro, con un occhio sempre puntato al presente.

Sistemo documenti, metto in ordine i numerosi libri che ho acquistato in questi mesi ( tanti, molti, mai troppi).

Mi viene naturale ripercorrere con  la memoria questa prima parte dell’anno. Giugno! Un mese davvero intenso ( è vero, mi sono anche ritagliata una breve ma meravigliosa vacanza)  in cui ho vissuto due momenti professionali molto significativi ed importanti che ricordo con voi.

3 giugno, Università di Genova

Ricordo ancora il giorno in cui, aprendo la casella di posta, ho trovato questa mail che ho letto e riletto più volte perché, come spesso succede, quando credi fermamente e positivamente in un’idea o un progetto, prima o poi qualche segnale arriva.

Stavo infatti giusto lavorando in quei giorni ad un progetto rivolto alle università…e, voilà, ecco arrivare la prima e gradita richiesta.

Settimane di preparazione, di briefing e di euforia ( mi emoziono per ogni nuovo progetto, sono fatta cosi!), fino a che arriva la mattina del 3 giugno ed io mi trovo sul treno che mi porterà a Genova.

L’ultima volta che ero stata in questa città ero poco più che un’adolescente e, forse proprio per questo, avevo un ricordo un po’ annebbiato. Quel giorno invece, appena scesa dal treno, l’ho amata fin da subito: il profumo del mare, i viali larghi e ricchi di negozi, ma anche vicoli più stretti con botteghe e locali che ti trasmettono la sensazione di vacanza.

Ero ospite della facoltà di Architettura e devo dire che la location era assolutamente in linea con le  aspettative.

Ero emozionata perché non mettevo piede in un’aula universitaria dal lontano ottobre 2004 quando mi laureai.

Ero emozionata perché non potevo prevedere chi avrei avuto davanti ( certamente un’audience interessata visto che liberamente avevano deciso di partecipare)

Ero emozionata perché attraverso quell’intervento su Linkedin e la costruzione del proprio Personal Branding avrei voluto trasmettere non solo concetti, ma anche coraggio e fiducia.

Il risultato è stato fin sopra le mie aspettative: non solo curiosi ed interessati ma gli occhi e lo sguardo dei ragazzi faceva intuire la  voglia di “farcela” e di seguire i loro sogno.

La sera, sul treno del ritorno, avevo veramente l’adrenalina a mille perché non solo era stata per me un’ottima performance professionale ma soprattutto perché ho potuto, con la mia storia, il mio esempio e le mie competenze, essere di aiuto a giovani davvero in gamba.

19 giugno – inEDI- Effetti Digitali Italiani

Più o meno gli stessi giorni in cui ho ricevuto la richiesta dell’Università di Genova, sono stata contattata anche da questa dinamica e frizzante realtà milanese in zona Paolo Sarpi.

Questo spazio, un tocco di modernità che contrasta armonicamente in un contesto d’epoca, ospita anche un coworking che si fa promotore di numerosi eventi.

Anche in questo caso mi è stato chiesto di preparare un workshop serale con lo scopo di dare qualche insight su Linkedin.

La sera dell’evento, caldissima serata di metà giugno, mi sono trovata di fronte un pubblico molto, molto vario. Non solo freelance ma anche dipendenti, appartenenti alle categorie più svariate ( dall’avvocato, alla grafica, al regista!). E’ facile intuire che anche il livello di conoscenza dello strumento fosse davvero disomogeneo, come diverso era lo scopo per cui quelle persone erano lì.

Questo evento è stato quindi stimolante da questo punti vista: riuscire a incuriosire e interessare pur avendo davanti persone tra loro molto diverse che avevano aspettative altrettanto varie.

Di fronte alla “diversità”, mi sono detta, cerchiamo di creare aggregazione! La sfida è stata quindi quella di instaurare fin da subito un “patto d’aula” chiaro per tutti  e co-creare insieme l’intervento.

Il risultato è stato un dibattito molto interessante dove ciascuno esprimeva dubbi, esperienze e apportava valore aggiunto per tutta la community.

Cosa ho imparato

  • Adoro stare in un contesto ”formativo” perché è un modo per essere al servizio degli altri.
  • Ho un format che ormai mi identifica e uno stile che mi appartiene
  • E’ fondamentale creare il patto d’aula per creare coesione, senso di appartenenza e “un’esperienza”
  • E’ a partire dall’Università che è utile fornire gli strumenti per creare i futuri lavoratori di domani: i ragazzi si fanno domande che necessitano di risposte.

Se sei curioso

Se leggendo l’articolo ti sei sentito coinvolto e vorresti proporre all’interno della tua realtà ( azienda, associazione, ente, università, scuola) un corso, contattami e cercherò di costruirlo su misura per te!

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