Il colloquio di Lavoro: “Mi parli di Lei”

Sembra scontata, banale, ridondante. Per questo viene sottovalutata e per questo molti candidati ci cascano.

Prima di capire come rispondere, vediamo cosa sottintende questa domanda.

Cosa vuol dire

La vera domanda che ci sta dietro è:” Che opinione hai di te stesso? Sai cosa è utile che tu dica e cosa no?

Questa domanda, più di altre, è in grado di misurare l’autostima di un candidato e la sua preparazione.

Molti candidati, spaventati e impreparati, rispondono con un’altra domanda per avere chiarimenti e delucidazioni, sperando in un’approvazione da parte del loro interlocutore.

Domande tipo: “Vuole che le parli delle mie esperienze professionali?”, “Comincio dalla mia ultima occupazione?” ecc..suonano come richieste di aiuto. Ma voi non dovete sembrare deboli o vulnerabili!

Cosa è opportuno fare

La prima reazione, sentendo rivolgersi la domanda, è pensare a cosa non dire, ovvero le nostre fragilità: la mente umana è in grado di svolgere un solo compito per volta mentre questa domanda ne impone due: elaborare cosa dire e cosa no.

Gestire queste due tasks, in una situazione di stress come un colloquio, non è affatto facile.

Come fare? Preparati prima, scegliendo il modo più appropriato e funzionale per presentarti.

Alcuni esempi

Vediamo alcuni dei tipi di impostazione più utilizzati:

Sintesi professionale e obiettivi

“ Sono un direttore operativo con quindici anni di esperienza in proprietà residenziali, ora ambisco al ruolo di amministratore delegato in un’agenzia immobiliare quotata in borsa”

Trama cinematografica

“ Dopo l’Università ho cominciato a lavorare in finanza ma ho scoperto che il mio vero amore era in realtà la programmazione. Cinque anni fa ho cambiato e non mi sono mai guardato indietro. Ora ambisco ad una buona posizione all’ interno di una azienda IT.”

Ruoli e interessi

“Sono un infermiere diplomato, padre di tre figli e amante dello sport quando ne ho la possibilità”.

Indipendentemente dall’ impostazione che sceglierai concludi sempre in modo che la parola e il controllo vengano restituiti al recruiter. Attenzione: chiedere ” Può bastare?” non significa cedere la parola ma denota una situazione di disagio.

In sintesi devi raccontare la tua storia: deve essere evidente che sai quello che stai per dire e che sarai sintetico. Non deve sembrare che senti per la prima volta una domanda simile: è la tua storia, solo tu la conosci!

Il suggerimento è inserire un 90% di esperienze professionali e un 10% di contenuti personali.

Non devi necessariamente seguire un ordine cronologico, dipende dal senso e dal significato che vuoi trasmettere. Certamente cominciare dalla posizione attualmente ricoperta ti fa apparire attivo e professionale.

Nel tuo racconto i tuoi punti di forza emergeranno comunque, se avrai strutturato il racconto in modo corretto, anche se non a parole esplicite ma con i fatti, ovvero attraverso i risultati che avrai raggiunto.

Secondo quanto riportano i recuiters, l’entusiasmo e l’energia che un candidato dimostra nel rispondere alla domanda: “ Mi parli di lei” hanno il potere di dare un tono all’intero colloquio in termini di gradimento di chi lo conduce.

Per la serie: se non ci credi tu in te stesso, perché dovrebbero crederci gli altri?

Cosa posso fare per te

Insieme possiamo verificare le tue skills e tutti quegli aspetti motivazionali che ti permettono di esprimere al meglio le proprie potenzialità. Molto spesso ci si trova vincolati ad un impiego che non soddisfa o che assorbe tutte le energie, portandoci a perdere di vista qualcosa che, magari, sarebbe più in linea con i nostri desideri. Il cambiamento, benché desiderato, può, però, suscitare qualche resistenza o paura, facendoci trascinare in qualcosa che non ci rappresenta più. Il coaching ti aiuta a razionalizzare e a concretizzare un nuovo percorso.

Contattami e fissiamo un primo colloquio gratuito!

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