Il piano editoriale

Sia che lo si faccia per la propria attività personale, sia che lo si debba fare per l’azienda in cui si lavora, è necessario scendere a compromessi con il piano editoriale. Uno strumento di pianificazione tanto odiato e causa di numerosi mal di pancia, quanto utile per ottimizzare tempo e risorse.

La domande che sorgono spontanee sono: “Da dove parto?”; a seguire: ” Di cosa parlo?”, ” Con quali strumenti?”

Vi darò qualche utile suggerimento sulla base della mia esperienza da freelance.

Per poter iniziare con un Piano Editoriale, bisogna avere ben chiari gli obiettivi:

Settore di riferimento e principi su cui si fonda il Brand. In quale settore ti vuoi posizionare? Qual è la sua mission aziendale?

Quali sono e che caratteristiche hanno i prodotti e i servizi offerti?

Target

Stabilite  a chi rivolgervi e immaginate visivamente l’audience ( potete disegnare o utilizzare ritagli di giornale e creare una vision board) chi farà  parte del vostro pubblico di lettori.

Poi domandatevi:

  • Quali canali di comunicazione utilizza il mio cliente?
  • Cosa ama leggere?
  • Che problemi ha da risolvere?

Andrà prevista un’analisi dei comportamenti e dei gusti dei consumatori, in modo tale da individuare il consumatore-tipo e adattare ad esso il tone of voice del brand, nonché  la scelta dei social media da presidiare.

A questo proposito può essere di grande supporto analizzare cosa cercano le persone su Google: studiare le ricerche ti consente di entrare nell’ universo dei lettori e di individuare le intenzioni di ricerca.

Strumenti come Keyword Planner, Ubersuggest, Google Trends – e per i più avanzati Semrush, Seozoom o Majestic SEO – permettono di ottenere questi dati e di guardare nelle necessità dei lettori.

SWOT Analisi

Punti di Forza e Debolezze del Brand. I punti di forza vanno comunicati con efficacia, mentre i punti deboli devono esser tenuti sotto controllo per sapere dove possono svilupparsi problematiche. A questo scopo può tornare utile la celeberrima analisi SWOT: è uno strumento di pianificazione strategica usato per valutare i punti di forza, le debolezze, le opportunità e le minacce di un progetto o in un’impresa o in ogni altra situazione in cui un’organizzazione o un individuo debba svolgere una decisione per il raggiungimento di un obiettivo

I competitors

Osservare i competitors risulta un vantaggio, può fornire vari spunti da tenere in considerazione per la propria strategia per differenziarsi e innovare.

Analizzare la concorrenza non vuol dire infatti “copiare” e seguire come ” il gregge” ciò che fanno i competitor. Lo scopo è assolutamente opposto: anticipare, essere avanti e precedere gli altri, e capire come puoi essere “diverso”.

Sul mercato vi sono a disposizione alcuni tool  come  Semrush per il blog/sito che permette, inserendo nella barra di ricerca la parola chiave interessata, di ottenere per volume di ricerca le parole chiave corrispondenti.

Le conversazioni in rete

Altro elemento importante, da definire prima di stilare un piano editoriale, è conoscere le conversazioni in rete che avvengono intorno alle parole chiave individuate. Un tool di facile utilizzo è Tagboard, che permette di analizzare il Sentiment attorno ad un determinato argomento e sapere in quali social media avviene la conversazione non solo tra brand ma anche tra le persone. Inoltre, attraverso questo tool è possibile creare una board con un topic particolare e mantenersi costantemente aggiornati

I canali di comunicazione

La scelta dei canali social.  Non è assolutamente detto che i tutti i social vadano presidiati: dipende dal tipo di prodotto/servizio e target di riferimento. Tenete sempre in considerazione che ogni social network ha le sue caratteristiche e soprattutto un pubblico di riferimento specifico.

Dopo aver osservato tutti questi aspetti, è giunto il momento di creare i contenuti, in base alle parole chiave e ai gusti del target di riferimento. Conoscere le motivazioni in base alle quali l’audience condivide i contenuti, può essere utile per individuare i topics che saranno recepiti con maggior entusiasmo e come organizzarli nel nostro piano editoriale per ottenere il maggior engagement possibile.

Da un’analisi condotta dal The New York Times Customer Insight Group Tsono emerse 5 ragioni per cui  le persone condividono i contenuti, e sono:

  • Rimanere connessi con parenti e amici (78%)
  • Sentirsi connessi con il mondo (69%)
  • Definire i propri interessi (68%)
  • Avere l’approvazione della propria community (49%)
  • Supportare cause sociali (48%)

I Contenuti

Quali sono, ora, gli argomenti di cui parleremo sul sito/blog, social, newsletter? Per rispondere a tutto ciò ci vengono in aiuto le mappe mentali.

Fai mente locale sui valori del Brand e  dei prodotti/ servizi che vuoi proporre e fai un elenco di topics.

A questo punto puoi iniziare a creare la tua mappa mentale. Come? O a mano ( cartoncini, pennarelli, matite colorate e post it saranno i tuoi attrezzi da lavoro) oppure con la tecnologia.

Un tool molto usato per creare mappe mentali è Coggle, un’applicazione online che si fonde con Google Drive per creare delle mappe perfette anche dal punto di vista estetico. Coggle può essere usato anche da mobile e ti permette di scaricare il lavoro in PDF.

Parti da un topic precedentemente individuato e pensa creativamente in quanti modi diversi ed utili puoi trattare quel tema.

Di solito il passaggio successivo è questo: ogni nodo della mappa mentale è collegato a Evernote ( un’altra applicazione) dove puoi archiviare fonti, link, appunti ed ipotetici titoli .

Una volta che hai tenuto conto dell’audience da coinvolgere e delle diverse tipologie di contenuti da sviluppare, è giunto il momento della calendarizzazione. In fase di programmazione dei contenuti, è necessario tenere a mente tre cose: la scelta dei giorni, gli orari di pubblicazione, la frequenza di pubblicazione.

Per creare un calendario editoriale di rapida consultazione è meglio utilizzare un documento excel. In orizzontale si inseriscono i giorni, dal lunedì alla domenica, in verticale gli orari. La scelta degli orari e dei giorni sui quali costruire il nostro piano editoriale per i social media, va effettuata tenendo a mente le caratteristiche del nostro target, le sue abitudini, ad esempio in base al Paese in cui si trova.

Le Immagini

Ad ogni contenuto è necessario associare una immagine perché gli ultimi trend ci dicono che la componente visuale è in grado di catturare l’attenzione del nostro pubblico prima ancora che il testo.

I contenuti visual da includere in un piano editoriale possono essere:

  • immagini
  • foto
  • infografiche
  • video
  • testo + immagine
  • screenshot
  • collage di foto
  • vignette
  • citazioni e quote
  • tutorial sull’uso di un prodotto
  • avviso dell’ultima e-mail inviata
  • advertising
  • link del sito web o del blog

È bene che i contenuti condivisi siano sempre vari e di diverso tipo.

Come posso aiutarti

Tutto quello che ti ho raccontato, lo avrai notato, comporta un’ottima organizzazione e capacità di analisi del Brand e/o di se’ stessi. Soprattutto se Brand e Persona coincidono, l’impresa è davvero ardua perchè c’è sempre una vocina dentro di noi che ci impedisce di sospendere il giudizio e vedere in modo “distaccato” il business plan.

Se vai alla sezione Servizi puoi farti un’idea di come posso aiutarti in questa complessa ma necessaria fase del tuo lavoro.

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