Personal Branding: La Chimica del tuo racconto

Quando ho iniziato ( parecchi anni or sono!) ad approcciarmi al mondo digital non si sentiva ancora parlare di Storytelling. La comunicazione era più essenziale e diretta e mirava alla presentazione del prodotto per generare una vendita. Oggi non si parla solo di comunicazione di prodotto ma anche di Personal Branding.

Oggi tutti i più grandi esperti di comunicazione e marketing introducono nelle strategie dei loro clienti la tecnicalità dello Storytelling.

Fare del proprio Brand un racconto significa presentarsi al proprio pubblico condividendo i valori in cui si crede e che identificano il prodotto.

Il pubblico, quindi, prima ancora di conoscere il prodotto o servizio, farà conoscenza con il Brand, e solo dopo che si sarà parte integrante  della Storia traslerà la sua attenzione sul prodotto, certo di ritrovare i medesimi principi che ha trovato nell’ Autore.

Mi piace condividere con voi questo pensiero su un concetto di neuromarketing:

In molti fanno l’errore di pensare che la dopamina (e quindi la sensazione di eccitazione e piacere) venga rilasciata nel nostro cervello nel momento esatto in cui riceviamo una ricompensa (…) In realtà a generare l’aumento del flusso dopaminergico non è il raggiungimento del premio, ma il grado di attesa e aspettativa che a quel premio abbiamo associato”. (A. Saletti)

I brand hanno individuato questa connessione e hanno iniziato a creare piccoli capolavori di corporate storytelling.

Un esempio

Un bell’esempio di video storytelling su YouTube è di Starbucks nella sezione “Meet Me at Starbucks”. Un progetto che racconta le storie delle persone che si ritrovano nei locali di questo brand.

L’obiettivo strategico di questa attività di digital storytelling è semplice (ma al tempo stesso difficile da mettere in pratica): trasmettere i valori profondi di un’azienda che deve diventare abitudine quotidiana.

Per chi  sta costruendo il proprio Brand o lo sta rivisitando e vuole iniziare a comunicarlo ecco alcuni suggerimenti e spunti  di riflessione per iniziare.

Gli Archetipi

Gli Archetipi sono modelli psicologici fondamentali dell’ essere umano, ruoli che ciascuno svolge nella società. Sono una sorta di “maschere”.

Possono essere usati per rappresentare persone, oggetti, brand, prodotti.

Possiamo individuare nove maschere archetipiche fondamentali:

  • Condottiero

È la guida, il capo, il comandante

Supporta i suoi con coraggio e saggezza per garantirne il benessere, ma può costringerli a obbedire ad una serie di norme (es. Achille nell’ Iliade)

  • Scienziato

E’ il sapiente, il dotto, l’esperto, lo specialista. Rappresenta il progresso e l’innovazione ( in positivo ed in negativo). ( es. Microsoft e BMW)

  • Mago

Alchimista, veggente.

Rende visibile la realtà profonda che altri non riescono a cogliere, ma può anche manipolarla.

( es. Harry Potter)

  • Avventuriero

Esploratore, pioniere, innovatore, ma anche truffatore, mercenario.

Apre nuovi scenari, è coraggioso e curioso, ma può diventare anche sconsiderato.

( es. Red Bull)

  • Artista

Sognatore, idealista, poeta, ma anche stravagante, eccentrico.

Definisce l’ideale di perfezione, tanto da diventarne un fanatico.

( es. Apple)

  • Ribelle

Irriducibile, indomabile, rivoluzionario, sovversivo.

Si distingue dalla massa e contrasta l’ordine costituito.

( es. Patagonia, Levi’s)

  • Buon genitore

Mentore, guida, salvatore.

Si prende cura degli altri.

Può essere iperprotettivo, al punto da diventare tiranno.

(Es. Barilla, Coca Cola)

  • Guaritore

Terapeuta, sciamano, medico.

Guarisce le persone e risolve in positivo le situazioni trasformano il male nel bene.

(es.Disney)

  • Personaggio misterioso

Personaggio oscuro, sia in positivo che in negativo.

(es. Joker in Batman)

Ad ogni archetipo corrisponde una precisa drammaturgia ed una trama; ci può essere una evoluzione da una figura ad un’altra ma con cautela perché è importante non snaturare la propria essenza.

Come capire quale maschera è giusta per te? Dovrai scegliere quella che incarna la tua vision, ovvero ciò a cui tendi in  termini di ideali, valori ed aspirazioni.

Ricorda: la maschera deve essere indossata da te e quindi devi sentirti a tuo agio!

Definisci gli obiettivi

Ecco poi alcune domande fondamentali che dovrai porti:

  • Qual è l’obiettivo della narrazione?
  • Quali sentimenti e bisogni vuoi risvegliare in chi ti ascolta?
  • Quale trama e azioni devono comparire?
  • Come strutturare il conflitto ( la tensione o il problema) all’interno della storia?

In cosa ti può essere utile

Avere ben chiara quale maschera indossare può aiutare in:

  • Costruire il personal branding per comunicare la propria identità
  • Delineare il Brand Management e Brand Personality per delineare il proprio posizionamento e sviluppare messaggi distintivi di marca.
  • Realizzare Ricerche di Mercato per interpretare clienti, consumatori e competitors.

Le cinque costanti dello storytelling

Dopo avere indossato la maschera che più vi corrisponde, è necessario concentrarsi su cinque elementi fondamentali:

La story: qual è il racconto vero e proprio?

Lo Storylistener: chi è il lettore del racconto?

Il Set: qual è il contesto in cui è ambientato il racconto?

Lo Show: quali sono le modalità con cui e per cui il racconto viene svolto, cioè la forma dell’esibizione culturale che si sceglie di fare?

Lo Storyteller: chi è il portatore di storie che influenza con le sue competenze l’esito della story experience?

Stabilire la linea narrativa del racconto è fondamentale per creare la content strategy successiva.

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